Da voi

Questo spazio raccoglie tutti i pensieri e i racconti che i frequentatori della biblioteca desiderano condividere con altri lettori e appassionati ascoltatori. Non c’è un criterio che ci indichi cosa publicare e cosa no. Per noi ogni sentimento, ricordo o racconto ha la stessa importanza che gli è stata data da chi lo ha voluto esprimere con la scrittura.

Ul scialett rosa 

Quando andavo alle elementari, nei primi anni cinquanta, non avevo un cappotto per andare a scuola, nessuno dei bambini della mia classe c’è l’aveva. Ricordo che avevo sì un bel cappottino color cammello con il colletto e i bordi delle maniche di velluto marrone, che mi aveva fatto mia zia sarta, ma me lo lasciavano mettere solo alla domenica per andare a Messa. Per la scuola, invece mi ingolfavano con una maglia di lana molto spessa, con le maniche lunghe e poi sopra un golfino di lana grossa, fatto a mano ai ferri, una gonna di lana e i calzettoni tenuti sopra le ginocchia con un elastico. Alla fine mi mettevano uno scialle sulle spalle e così andavo a scuola sfidando il freddo che allora era particolarmente intenso.

A volte si camminava in un sentiero spalato in mezzo alla neve che raggiungeva anche un metro. Però lo scialletto che mi riparava dal freddo era particolarmente bello, fatto a mano da mia nonna con l’uncinetto, con un bordo in fondo che sembrava un pizzo. La lana l’avevamo comprata dalla Linda “butegheta” ed io l’avevo voluta di un bel rosa corallo che spiccava in quelle giornate grigie e fredde.

Flora Martignoni 

La bambola con il viso di Shirley Temple

Quando ero ancora molto piccola ho ricevuto in regalo per Natale una bambola. Era una bella bambola di celluloide che mia mamma aveva comprato alla Italo Cremona, la ditta dove lavorava. Mia zia, che faceva la sarta, poi le aveva fatto un bel vestitino di seta rosa. Ero molto felice di quella bambola. Un giorno però è venuto un bambino a giocare con me, voleva la bambola e io non gliela volevo dare. Allora lui me l’ha strattonata finché le ha rotto un braccio e provocato un taglio sulla pancia. Mia mamma me l’ha aggiustata come poteva e quella è stata la mia unica bambola per tutta la mia infanzia.

C’era una mia amica che invece aveva una bambola bellissima con il viso di Shirley Temple, l’attrice che allora era una bambina e appariva nei film. La bambola aveva un bel vestito, i capelli veri, chiudeva gli occhi e muovendola emetteva un suono simile a “mamma”. Ho provato invidia per quella bambola. Poi un giorno ne ho vinta anch’io una così alla lotteria, ma ero già alle medie ed era passato il tempo di giocare con la bambola.

Flora Martignoni

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