Sessant’anni senza Ernest

Il 2 luglio 1961 muore Ernest Heminguay grande innovatore del linguaggio e della forma del romanzo. Lo scrittore statunitense inizia la sua carriera negli anni Venti, quando, di ritorno dal fronte della prima guerra mondiale, si trasferisce a vivere a Parigi.

La sua vita irrequieta segnata da sindromi psicotiche e crisi depressive è descritta in “Fiesta” il libro che racconta le vicende di un gruppo di amici, americani e britannici, residenti a Parigi che per l’estate hanno organizzato una vacanza in Spagna, per pescare sui Pirenei occidentali e per assistere alla festa di San Firmino di Pamplona.

Il suo romanzo più famoso è Il vecchio e il mare (The Old Man and the Sea), un breve romanzo che Hemingway scrisse nel 1951 per essere pubblicato sulla rivista Life l’anno successivo. Ultima grande opera narrativa pubblicata in vita, fu premiata nel 1953 col Premio Pulitzer e contribuì a fargli ottenere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1954. La storia è semplice ma densa di evidenti simbologie: un giorno Santiago, un vecchio pescatore cubano, dopo una lotta furiosa in mare aperto, pesca il pesce più grande della sua vita; cerca poi di portarlo verso il porto, ma gli squali poco a poco spolpano e divorano il suo gigantesco marlin. L’uomo, così, torna indietro con soltanto un’enorme lisca.

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