Raffaello: oltre l’opera

Dopo lo streaming teatrale in occasione dell’8 marzo con “Di sabbia e di vento” visto sul Canale YouTube da 165 persone, riprendono le attività culturali della Biblioteca di Gazzada Schianno con il ripescaggio di un’iniziativa programmata lo per lo scorso anno che non si è potuta realizzare a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2.

Nell’ambito del ciclo “Leggere l’arte in compagnia di …”, realizzata in collaborazione con l’associazione culturale di promozione sociale WhatsArt?, il 26 e il 30 aprile agli alunni delle classi seconde e terze della locale scuola secondaria di primo grado, in occasione dei 500 anni dalla morte, viene proposto un incontro dal titolo Raffaello: oltre l’opera.

Si tratta di un laboratorio interattivo on-line su Raffaello. I partecipanti avranno modo di conoscere alcune tra le più importanti opere del maestro di Urbino attraverso attività condotte da Monica Fasan, Storica dell’atre con esperienza presso diversi Musei in Europa e negli Stati Uniti, e Letizia Torelli, Laureata in Discipline dello Spettacolo dal Vivo presso il DAMS di Bologna, mediante un collegamento da remoto interfacciato con le Lavagne Interattive Multimediali di classe. Gli alunni verranno accompagnati ad esplorare cosa c’è “al di là dell’aspetto”, delle figure, così raffinate e aggraziate, dei dipinti di Raffaello. Si addentreranno nei significati e valori universali che stanno nella scelta iconografica delle opere di questo grande artista del nostro Rinascimento, così amato già al suo tempo tanto da esser soprannominato “il Divin Pittore”.

Sarà questa l’occasione per gli alunni di indagare e relazionarsi anche con la propria immagine in un prezioso scambio temporale e iconografico che partirà da un’opera d’arte del Divin Pittore. I partecipanti al laboratorio saranno accompagnati ad andare “oltre l’opera”, nei significati che questa porta. Uno spunto anche per indagare quello che sta oltre il nostro aspetto fisico, per renderci consapevoli delle nostre maschere o, al contrario, per curare il nostro aspetto considerandolo come specchio di ciò che viviamo all’intimo. Un viaggio all’interno dell’opera utilizzando come strumenti il proprio sentire, il proprio corpo in un viaggio nella propria identità profonda.

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