Non solo canzonette: Jacques Prévert e la chanson francese

Ci sono testi di canzoni così belli da sembrare poesie e poi ci sono poesie che… diventano canzoni, perché vengono musicate. È il caso di alcuni poemi di Jacques Prévert (1900-1977), cantore per eccellenza di quella passione che ‘move il sole e l’altre stelle’: l’amore.

Nel volume Questo amore (a cura di Donatella Ziliotto. Milano, Salani, 2015, anche in ebook) non solo troviamo una raccolta delle più belle Poesie per giovani innamorati, ma anche alcune delle liriche che hanno dato vita ad altrettante melodie, grazie all’incontro tra Prévert e il compositore Joseph Kosma.

Forse non tutti sanno che uno dei brani più celebri della canzone francese – Les feuilles mortes (Le foglie morte), cantata da un interprete famoso come il grande Yves Montand – è un poema di Prévert!

A dirci di quanto strettamente siano legate poesia e musica, c’è in questo volume la prefazione insolita del rocker Piero Pelù. Il frontman dei Litfiba scrive addirittura: “Si può affermare che il signor Prévert è il precursore dei cantautori tutti, innanzitutto francesi (Brel, Brassens, Ferré) la cui genealogia, via Genova (De André, Tenco, Lauzi, ecc.) arriva fino a noi”. D’altronde, dagli aedi greci, ai trovatori provenzali, passando per le ‘Cantiche’ di Dante, la poesia è – per natura e nella sua storia – canto.

Le foglie morte

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com'era più bella la vita
E com'era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi

È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi

Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti
Com'era più bella la vita
e com'era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica…
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre

È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi

di Elena Rapetti

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito